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ITALIC Archive Graphic Design & Typography
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Titolo

Lo Studio Boggeri 1933-1973

Lo Studio Boggeri 1933-1973, Comunicazione visuale e grafica applicata, Roberto Sambonet; Paolo Fossati, Pizzi Editore.
Sottotitolo Comunicazione visuale e grafica applicata
Autore Roberto Sambonet, Paolo Fossati e Antonio Boggeri (a cura di).
Designer
Edizione Prima
Anno 1974
Editore Pizzi Editore
Nazione Italy
Lingua italiano
Stampatore Arti Grafiche Pizzi, Cinisello Balsamo
Produzione Stampa a colori. Copertina flessibile. Confezione brossura + filo refe.
Dimensioni 125 x 190 x 15
Pagine 126
ISBN-10
Prezzo Originale ₤ 3500
Descrizione

Pubblicazione appartenente alla Collana Progetto Immagine (n. 1) a cura di Paolo Fossati e Roberto Sambonet, con testi di Antonio Boggeri e un’introduzione di Herbert Bayer.

Contiene alcuni progetti dello Studio Boggeri, sviluppati tra il 1933 e il 1973, ed è illustrato con tavole a colori e in bianco e nero, comprendente marchi di fabbrica, cataloghi, pieghevoli, manifesti, carte da lettera ecc.

Tra i progetti presentati nel volume: calendario Olivetti di Xanti Schawinsky (1934); manifesto per la Società nazionale gasometri di Depero (1939) e molti altri. Tra i grafici e artisti presentati: Bruno Monguzzi, Aldo Calabresi, Imre Reiner, Antonio Boggeri, Marcello Nizzoli, Carlo Vivarelli, Max Huber, Bruno Munari.

Antonio Boggeri (Pavia 1900 - Santa Margherita Ligure 1989) è stato un fotografo, pubblicitario e grafico italiano, noto soprattutto per aver fondato nel 1933 (a Milano in via del Borghetto 5) il primo studio di grafica moderna in Italia, paragonabile alle agenzie di comunicazione contemporanee.

Boggeri fu tra i primi ad applicare la fotografia nella grafica pubblicitaria traendo ispirazione dall'avanguardia di Man Ray e László Moholy-Nagy.

Lo Studio Boggeri è una fucina internazionale, dove si affermano pionieri come: Aldo Calabresi, Erberto Carboni, Walter Ballmer, Franco Grignani, Max Huber, Giancarlo Iliprandi, Enzo Mari, Bruno Munari, Marcello Nizzoli, Bob Noorda, Albe Steiner, Xanti Schawinsky, Carlo Vivarelli.

Dal testo introduttivo di Herbert Bayer:

«Il linguaggio della comunicazione visiva continuerà ad avere un significato se la sua ragione d'essere non sarà sopraffatta da temporanei capricci alla moda. Le regole di leggibilità, di comprensione, di semplicità, di concentrazione non possono essere ripudiate senza perdere di vista l'essenziale. I principi della grafica sono sufficientemente flessibili perché sia possibile applicarli coerentemente pur tenendo conto dei mutamenti del gusto. Se così non fosse le mode grafiche di questi ultimi anni non avrebbero retto a una sperimentazione prolungata e rigorosa come quella attuata dallo Studio Boggeri».

Note
#libri-monografici #monografie