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Titolo

Walter Gropius e la Bauhaus

Walter Gropius e la Bauhaus, Giulio Carlo Argan, 1952, Einaudi, Il volume si configura come un'analisi approfondita del lavoro progettuale di Gropius, con il pregio non solo di collocare correttamente la sua opera nel contesto delle vicende architettoniche del Novecento, ma anche di elevarla a elemento chiave della cultura moderna. Il saggio si presenta inoltre come una riflessione appassionata sui metodi e le idee dell'avanguardia europea più sensibile alle opportunità offerte dalla civiltà industriale. Al tempo stesso si delinea come una proposta ideologica e critica di ampio respiro, capace nel tempo di raccogliere consensi e generare dibattiti. Per Argan, il Bauhaus riveste un ruolo cruciale, riflettendo la crisi della società tedesca tra le due guerre (e, su un piano più generale, quella dell'intera cultura moderna) e proponendosi come strumento di riforma artistica finalizzato alla creazione di un diverso modello sociale. Questo obiettivo non appare agli occhi dell'autore compromesso né dalla chiusura forzata della scuola da parte del regime nazista, né dai risultati talvolta controversi delle opere di Gropius negli Stati Uniti. Il valore simbolico che la figura e l’opera di Gropius assumono in queste pagine si fonda sull’idea che il design industriale, l’architettura e l’urbanistica siano attraversati da un comune significato civile: un’idea elevata e potente che, nonostante la sua apparente sconfitta nel presente, riesce ancora a trovare motivazioni profonde e valide per riaffermarsi in modo universale.
Sottotitolo Collana storica di architettura diretta da Bruno Zevi
Autore Giulio Carlo Argan
Designer Franco Berlanda (impaginazione)
Edizione I
Anno 1951
Editore Giulio Einaudi
Nazione Italy
Lingua italiano
Stampatore Francesco Toso, stampatore in Torino
Produzione Cartonato editoriale, con sovraccoperta. Stampa bianco e nero.
Dimensioni 175 x 234 x 28
Pagine 202
ISBN-10
Prezzo Originale
Descrizione

Il volume si configura come un'analisi approfondita del lavoro progettuale di Gropius, con il pregio non solo di collocare correttamente la sua opera nel contesto delle vicende architettoniche del Novecento, ma anche di elevarla a elemento chiave della cultura moderna. Il saggio si presenta inoltre come una riflessione appassionata sui metodi e le idee dell'avanguardia europea più sensibile alle opportunità offerte dalla civiltà industriale. Al tempo stesso si delinea come una proposta ideologica e critica di ampio respiro, capace nel tempo di raccogliere consensi e generare dibattiti. Per Argan, il Bauhaus riveste un ruolo cruciale, riflettendo la crisi della società tedesca tra le due guerre (e, su un piano più generale, quella dell'intera cultura moderna) e proponendosi come strumento di riforma artistica finalizzato alla creazione di un diverso modello sociale. Questo obiettivo non appare agli occhi dell'autore compromesso né dalla chiusura forzata della scuola da parte del regime nazista, né dai risultati talvolta controversi delle opere di Gropius negli Stati Uniti. Il valore simbolico che la figura e l’opera di Gropius assumono in queste pagine si fonda sull’idea che il design industriale, l’architettura e l’urbanistica siano attraversati da un comune significato civile: un’idea elevata e potente che, nonostante la sua apparente sconfitta nel presente, riesce ancora a trovare motivazioni profonde e valide per riaffermarsi in modo universale.

Note

Lievi mancanze alla sovraccoperta

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