Uccidiamo il chiaro di luna!
Testo in prosa "poetica-manifesto", in cui Marinetti esprime con forza il rifiuto del sentimentalismo e della tradizione letteraria decadente, simboleggiati dal "chiaro di luna", invocando la distruzione del passato ed esaltando la modernità, la macchina, la guerra, la forza e la velocità.
Copertina con titoli in nero su fondo arancione. Opuscolo pubblicato per la prima volta nel 1909 in versione italiana e francese col titolo: «La rassegna internazionale Poesia pubblica questo proclama di guerra, come risposta agl'insulti di cui la vecchia Europa ha gratificato il Futurismo trionfante» e poco dopo col titolo «Tuons le clair de lune!». Prima edizione con il titolo definitivo in lingua italiana.
Da pp. 5-6:
«Vogliamo che i nostri figliuoli seguano allegramente il loro capriccio, avversino brutalmente i vecchi e sbeffeggino tutto ciò che è consacrato dal tempo! (...) È perciò che noi oggi insegniamo l'eroismo metodico e quotidiano, il gusto della disperazione, per la quale il cuore dà tutto il suo rendimento, l'abitudine all'entusiasmo, l'abbandono alla vertigine... Bisogna che gli uomini elettrizzino ogni giorno i loro nervi ad un orgoglio temerario! Bisogna che gli uomini giuochino d'un tratto la loro vita... bisogna che l'anima lanci il corpo in fiamme, come un brulotto, contro il nemico, l'eterno nemico che si dovrebbe inventare se non esistesse!»